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Credito d’imposta Industria 4.0, come funziona?

Piano nazionale di Transizione Industria 4.0: come godere delle agevolazioni con soluzioni potenti, intelligenti e funzionali ad un'innovazione sostenibile.

Pubblicato il 20/07/2022 in Aziende
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In uno scenario complesso e mutevole come quello che stiamo vivendo, ogni imprenditore del settore manifatturiero ha l’obiettivo di migliorare i processi, riducendo i costi e ottimizzando la produzione.


Oggi questo obiettivo è raggiungibile attraverso un efficace controllo in tempo reale dei macchinari e di tutto il processo che porta dalla materia prima al prodotto finito. Non è più sufficiente infatti l’occhio attento del capofficina o dell’imprenditore: l’esperienza sul campo è un plus ma non permette di compiere il salto di qualità necessario ad essere sempre competitivi ed affrontare il mercato senza timori.


Per valutare l’efficacia della produzione, lo scarto dei materiali e la gestione degli SLA temporali è necessario dunque affidarsi a soluzioni software capaci di dialogare con i macchinari. Gli investimenti necessari in adeguate soluzioni informatiche e produttive rischiano però di frenare la ripresa e la competitività delle imprese italiane: ecco perché a supportare l’imprenditoria nazionale è intervenuto il Governo, tramite la Legge di Bilancio 2021, all’interno della quale è nato un vero e proprio Piano Nazionale di Transizione Industria 4.0.


Il Piano nazionale Industria 4.0 ha mandato in soffitta il cosiddetto Iperammortamento ed è un’opportunità per tutte le imprese che vogliono investire sul loro futuro e nell’innovazione sostenibile, attraverso la ricerca, lo sviluppo e la formazione.
Il disegno normativo offre la possibilità di godere di agevolazioni anche significative a tutti coloro che hanno effettuato investimenti nell’acquisto di beni funzionali all’esercizio d’impresa: leggi quali sono i beni immateriali connessi a investimenti in beni materiali Industria 4.0.


Il sostegno economico, stabilito tramite gli incentivi governativi, è ottenibile entro il 30 giugno 2023. Attenzione però al limite temporale: l’ordine deve essere effettuato entro il 2022 e nell’arco di quest’anno solare va versato un contributo pari al 20% dell’acquisto.

 

Industria 4.0 Dylog

 

Indice dei contenuti

  1. Quali sono i settori che possono sfruttare il Credito d'imposta del piano Industria 4.0

  2. Qual è l’importo del credito d’imposta? Le novità introdotte dal Decreto Energia e Investimenti di maggio 2022

  3. Entro quando effettuare l’investimento per godere del credito d’imposta 4.0?

  4. Il Credito d’imposta Industria 4.0 è cumulabile con altre agevolazioni?

  5. L’acquisto del software per Industria 4.0 rientra tra le agevolazioni previste dalla norma?

  6. Come certificare l’investimento di Industria 4.0?

  7. Quale contributo per la formazione 4.0?

  8. Quale software scegliere con il contributo Industria 4.0?

  9. Oltre al software 4.0 anche macchinari per il controllo non invasivo di contaminanti possono godere del credito d'imposta

Quali sono i settori che possono sfruttare il Credito d’imposta del piano Industria 4.0?

Il credito d’imposta per l’acquisto di beni immateriali 4.0, tra i quali il software, è rivolto a tutte le imprese che operano sul territorio italiano, indipendentemente dalla loro dimensione e senza limitazioni tra i settori merceologici. L’obiettivo è quello di garantire uno scambio d’informazioni continuo ed in tempo reale tra uomo e macchina per tutte le categorie produttive.


L’elenco delle tipologie di software acquistabili è molto esteso.
Per semplificare la scelta, Dylog ha sviluppato software che rientrano nel credito d’imposta che vanno dalla gestione e coordinamento della produzione con elevate caratteristiche di integrazione alla logistica della fabbrica, dalla manutenzione dei macchinari al monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro e dei sistemi di produzione.

Qual è l’importo del credito d’imposta? Le novità introdotte dal Decreto Energia e Investimenti di maggio 2022

Il Decreto Energia e Investimenti, approvato il 2 maggio 2022 dal Consiglio dei Ministri, ha rivisto le agevolazioni previste dal piano Industria 4.0. Il Credito d’imposta è passato infatti dal 20% al 50% per tutti i beni immateriali 4.0, compreso il software.
Il valore massimo di acquisto arriva fino a 1 milione di euro.

Entro quando effettuare l’investimento per godere del credito d’imposta 4.0?

L’agevolazione per godere del Credito d’imposta previsto con il piano Transizione Industria 4.0 prevede investimenti compiuti tra il 1° giugno e il 31 dicembre 2022.


Come anticipato, l’incentivo rimane valido fino al 30 giugno 2023 solo se l’ordine è stato effettuato entro il 31 dicembre 2022 ed è stato versato almeno un acconto del 20% del valore del bene o servizio acquistato.


Come in precedenza, il credito di imposta può essere utilizzato in 3 quote annuali di pari importo, a partire dall’anno di avvenuta interconnessione dei beni relativi a Industria 4.0.

Il Credito d’imposta Industria 4.0 è cumulabile con altre agevolazioni?

Sì, il Credito che si ottiene con l’incentivo della Transizione Industria 4.0 è cumulabile con altre agevolazioni. È importante non superare il tetto del costo che si è sostenuto.


Il Credito d’imposta inoltre non rientra a comporre il reddito e neppure la base imponibile dell’IRAP (Imposta regionale sulle attività produttive).

L’acquisto del software per Industria 4.0 rientra tra le agevolazioni previste dalla norma?

Per poter godere delle agevolazioni fiscali del nuovo Pianto Nazionale Transizione Industria 4.0 è necessario che il software acquistato rientri nei requisiti stabiliti dalla norma.
I requisiti essenziali sono 5:

1. controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller)
2. interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program;
3. integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo;
4. interfaccia tra uomo e macchina semplici e intuitive;
5. rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro.

 

Le soluzioni software Dylog in ambito MES (Manufacturing Execution System) per la gestione e il controllo in tempo reale della produzione hanno i requisiti previsti e mirano proprio agli obiettivi del Piano nazionale.


Sono in grado infatti di accrescere le performance e sviluppare il business, attraverso soluzioni native cloud, modulari e flessibili,  pensate per offrire una risposta concreta alle difficoltà che l’ambiente competitivo pone in termini di tempistiche, qualità del prodotto, servizio al cliente e programmazione della produzione.


Inoltre, come previsto dal Piano Industria 4.0, sono interconnesse con tutto il sistema produttivo aziendale, magazzino compreso.

Il collegamento è bidirezionale dalle macchine al MES e viceversa, per ottenere maggiore efficienza produttiva in real time.

 

Come certificare l’investimento di Industria 4.0?

Per godere del Credito d’imposta per i beni dal costo unitario di acquisizione non superiore ai 300 mila euro è sufficiente una dichiarazione resa dal legale rappresentante dell’azienda.


Nel caso invece di acquisto di beni immateriali superiori ai 300 mila euro, le imprese devono presentare una perizia tecnica rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali, o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli nell’allegato B e che sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Quale contributo per la formazione 4.0?

L’acquisto di nuove soluzioni software impone anche un minimo di formazione delle risorse. Il bonus Formazione legato a Industria 4.0 prevede l’inclusione delle spese di formazione del personale dipendente, oltre a quelle del formatore, con lo scopo di migliorarne le competenze tecnico/informatiche.


Il Credito d’imposta arriva al 70% per le piccole imprese e al 50% per le medie imprese.

Quale software scegliere con il contributo Industria 4.0?

Dylog ha sviluppato soluzioni software MES certificate come previsto dalla normativa Industria 4.0 e che permettono di poter godere del relativo Credito d’imposta.


Le soluzioni Dylog sono adattabili a qualsiasi produzione industriale.


Alcune di esse sono state personalizzate per rispondere nello specifico a imprese operanti nel settore della produzione di componenti metalmeccanici, plastici, delle filature tessili, piastre elettroniche o che operano nel vitivinicolo e nell’agro-alimentare.


Gli ambiti di azione delle soluzioni MES di Dylog sono:

- la pianificazione della produzione (MRP II e Schedulatore a capacità finita)
- controllo di produzione in stabilimento
- collegamento macchinari 4.0 e qualsiasi altra tecnologia
- Warehouse Management System – logistica e rintracciabilità
- gestione e manutenzione attrezzature e macchinari
- gestione e controllo qualità

 

Dylog ha previsto inoltre un’assistenza completa nel gestire la pratica di richiesta del Credito d’imposta Industria 4.0, in modo da supportarti nell’individuazione di professionisti capaci e disegnare un progetto integrato che ti permetta di rientrare nel piano Industria 4.0.

Oltre al software 4.0 anche macchinari per il controllo non invasivo di contaminanti possono godere del credito d'imposta

Macchinario Hitech che può godere del credito d'imposta MES 4.0

I sistemi per il controllo qualità con tecnologia raggi-X, principalmente nei settori alimentare e farmaceutico, sviluppati da Dylog Hitech rispondono ai requisiti richiesti dal piano nazionale Industria 4.0. Sono pertanto beni che usufruiscono del credito d’imposta secondo i parametri previsti per il 2022:

  • 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro
  • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.
     

Nello specifico essi rientrano nella categoria A1, “Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti”. Questi devono essere interconnessi per lo scambio di informazioni con i sistemi informativi aziendali interni e/o esterni per mezzo di protocolli standard internazionali (rif. Circolare N.4/E del 30/03/2017 – pag 59/110).

 

Ad esempio un macchinario appartenente a questa categoria, interconnesso con il sistema MES, localizzato sul server aziendale che abbia un indirizzo ip specifico, tramite collegamento di rete ethernet con il protocollo HTTP, può scambiare in maniera bidirezionale diverse informazioni, sia in lettura (numero prodotti ispezionati, numero di prodotti scartati, stato macchina ed eventuali allarmi connessi) sia in scrittura (consenso alla partenza, ricetta, etc...).

 

 

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Tags: Aziende